Archivio
Dorothy Louise Zinn è Professore Ordinario di Antropologia socioculturale alla Libera Università di Bolzano, dove coordina il dottorato “Scienze educative e sociali”. Viene dagli USA, dove ha conseguito il dottorato (U. Texas – Austin). Ha condotto lavoro di campo in Sud Italia e Sudtirolo; i suoi temi di ricerca sono immigrazione e multiculturalismo, clientelismo e corruzione, e si occupa anche dell’antropologia delle istituzioni e policy. Il suo libro La raccomandazione (Donzelli, 2001) ha ricevuto un premio internazionale Pitré. E’ Presidente della Society for the Anthropology of Europe (2024-26).
Attraverso una mappatura costruita con diversi attori locali, si dà rilievo ad alcune reti di cooperazione in cui Arvier figura come un nodo: il supermercato CRAI, luogo di incontro e di promozione territoriale; la Chiesa, con collaborazioni tra realtà parrocchiali; la PA, che mette in condivisione uffici e personale; e il Campeggio di Arvier, dentro il paese.
Paolo Martelli nasce alla Spezia nel 1978. Filmmaker con base a Milano, si divide fra progetti di marketing e comunicazione, formazione e creazione artistica partecipata e il cinema documentario. Cura il laboratorio di produzione e montaggio video per la ricerca e la comunicazione territoriale presso l’Università Statale di Milano. È membro dell’associazione La Fournaise (cinema documentario) e dell’associazione Mirmica (progetti di arte partecipata).
Documentario (13’) – Un breve documentario che racconta il rapporto degli Oppidesi con il centro storico del paese. Cuore della vecchia Oppido, testimonianza di un passato il cui rimpianto è emerso da più parti durante la nostra ricerca, il centro storico, un tempo sovraffollato e privo dei servizi di base, è stato progressivamente abbandonato a partire dagli anni ’80 mentre la nuova Oppido in cemento armato cresceva più in alto.
Questa non è una mappatura chiusa, ma una mappatura aperta. Nella pagina trovate link e Qr code ad un questionario, a cui è possibile ancora partecipare.
Piero Zizzania è architetto e dottorando presso il Dipartimento di Architettura di Napoli. Ha conseguito un master in progettazione per le Aree Interne e un master in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale. Attualmente sta svolgendo una ricerca sul tema della valutazione di impatto sociale nei processi di rigenerazione urbana e territoriale. Collabora con gruppi di ricerca interdisciplinari sui temi della sostenibilità territoriale, della progettazione strategica per territori “marginalizzati”, delle valutazioni multicriterio e multigruppo. Ha fondato insieme ad altri l’associazione Sottospazio che promuove l’impegno per la giustizia spaziale e svolge attività di progettazione culturale e ricerca-azione integrando strumenti per la facilitazione, la mappatura e il racconto fotografico.
Una esplorazione fotografica e cartografica di Oppido Lucano come luogo in relazione con “altri luoghi”, apparentemente distanti da “qui”.
La mappatura esplora l'attaccamento ai luoghi e la resilienza a Serrara Fontana attraverso un approccio misto quantitativo e qualitativo.
Alessio Zemoz è un professionista multidisciplinare e crossmediale che si esprime al meglio nell’ambito della creatività, dell'ideazione e dello sviluppo di progetti culturali. Non ha mai rinunciato alla pratica artistica e come fotografo ha ricevuto riconoscimenti di rilievo nazionale e internazionale. Ha fondato e sviluppato progettoSkia e framedivision, gruppi di lavoro attivi nell'ambito dell'editoria fotografica indipendente, del cinema documentario e delle arti performative che esplorano i linguaggi della contemporaneità.
Il resoconto di ciò che resta nella memoria di un luogo che per scherzo o per destino l’autore non è qui a chiamare casa. È solo una storia, una sorta di segreto di famiglia che poi tanto segreto non è. Ma veri o no, i segreti vanno creduti. Questo è ciò che disse la nonna dell’autore a proposito di Jovençan. Dopodiché del qui di cui stavamo parlando, ancora una volta, non si è più capito nulla.
Paolo Martelli nasce alla Spezia nel 1978. Filmmaker con base a Milano, si divide fra progetti di marketing e comunicazione, formazione e creazione artistica partecipata e il cinema documentario. Cura il laboratorio di produzione e montaggio video per la ricerca e la comunicazione territoriale presso l’Università Statale di Milano. È membro dell’associazione La Fournaise (cinema documentario) e dell’associazione Mirmica (progetti di arte partecipata).
Documentario (24 min) - Tre giovani imprenditori raccontano il proprio lavoro, il proprio rapporto con la montagna e il proprio modo di vivere la comunità.
Paolo Martelli nasce alla Spezia nel 1978. Filmmaker con base a Milano, si divide fra progetti di marketing e comunicazione, formazione e creazione artistica partecipata e il cinema documentario. Cura il laboratorio di produzione e montaggio video per la ricerca e la comunicazione territoriale presso l’Università Statale di Milano. È membro dell’associazione La Fournaise (cinema documentario) e dell’associazione Mirmica (progetti di arte partecipata).
Documentario (7 min.) - Agostino Miscillo, imprenditore turistico, presidente della pro loco, suonatore di banda e molto altro, si racconta e ci racconta la sua relazione con il suo pezzo di Ischia alle pendici del monte Epomeo.
Dorothy Louise Zinn è Professore Ordinario di Antropologia socioculturale alla Libera Università di Bolzano, dove coordina il dottorato “Scienze educative e sociali”. Viene dagli USA, dove ha conseguito il dottorato (U. Texas – Austin). Ha condotto lavoro di campo in Sud Italia e Sudtirolo; i suoi temi di ricerca sono immigrazione e multiculturalismo, clientelismo e corruzione, e si occupa anche dell’antropologia delle istituzioni e policy. Il suo libro La raccomandazione (Donzelli, 2001) ha ricevuto un premio internazionale Pitré. E’ Presidente della Society for the Anthropology of Europe (2024-26).
Si presentano qui degli estratti dalle interviste svolte con Oppidesi vecchi e nuovi.
La mappatura presenta i risultati di una ricerca sull'attaccamento ai luoghi, visto dalla prospettiva della psicologia sociale.
Daniela Salvucci è ricercatrice della Libera Università di Bolzano (unibz) dove si occupa di culture dei popoli di montagna. In questa università, Daniela ha lavorato per la Piattaforma Patrimonio culturale Produzione culturale e per il progetto MFEA-The Malinowski Forum for Ethnography and Anthropology. Daniela ha svolto il Dottorato di ricerca in Antropologia, Etnologia e Studi culturali presso l’Università di Siena, ha condotto ricerche etnografiche in Argentina, Ecuador e Italia e ha visitato istituti come il CEMLA-Centro Estudios Migratorios Latinoamericano di Buenos Aires, lo IAI-Ibero Amerikanisches Institut di Berlino e il dipartimento di antropologia dell’Università di Yale. I suoi campi tematici sono gli studi di famiglia e parentela, i rituali e territori indigeni in area andina, la storia dell’antropologia e le pratiche di patrimonializzazione.
Tobias Boos è ricercatore di Geografia sociale e culturale presso la Libera Università di Bolzano.
Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università di Mainz, Germania, sul tema delle comunità della diaspora araba in Argentina.
Ha condotto lavoro di campo nel Libano, in Ecuador, Argentina, e Italia. I suoi attuali campi di ricerca sono la cartografia critica e le sue applicazioni, gli studi sulla cultura festiva, gli studi sulla diaspora e sulle migrazioni e le geografie regionali delle Alpi. Il suo recente libro, che ha curato insieme a Daniela Salvucci, “Cultures in Mountain Areas. Comparative Studies/Culture in aree di montagna. Prospettive comparative“ è stato pubblicato nel 2022.
Frutto di due periodi di ricerca sul campo – invernale ed estivo – tra i borghi di Arvier e Leverogne e le loro frazioni montane, l'indagine esplora la vita quotidiana nel comune attraverso interviste agli abitanti. Al centro dell'analisi vi sono le trasformazioni locali, l'agricoltura, la percezione di Arvier come luogo "di passaggio", la relazione con Aosta e la gestione comunitaria dei beni delle consorterie. La restituzione ha preso forma in una mappa collettiva e cangiante, creata con la popolazione attraverso collage fotografici e interviste per innescare un dialogo aperto sulle rappresentazioni del territorio.
Daniela Salvucci è ricercatrice della Libera Università di Bolzano (unibz) dove si occupa di culture dei popoli di montagna. In questa università, Daniela ha lavorato per la Piattaforma Patrimonio culturale Produzione culturale e per il progetto MFEA-The Malinowski Forum for Ethnography and Anthropology. Daniela ha svolto il Dottorato di ricerca in Antropologia, Etnologia e Studi culturali presso l’Università di Siena, ha condotto ricerche etnografiche in Argentina, Ecuador e Italia e ha visitato istituti come il CEMLA-Centro Estudios Migratorios Latinoamericano di Buenos Aires, lo IAI-Ibero Amerikanisches Institut di Berlino e il dipartimento di antropologia dell’Università di Yale. I suoi campi tematici sono gli studi di famiglia e parentela, i rituali e territori indigeni in area andina, la storia dell’antropologia e le pratiche di patrimonializzazione.
Tobias Boos è ricercatore di Geografia sociale e culturale presso la Libera Università di Bolzano.
Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università di Mainz, Germania, sul tema delle comunità della diaspora araba in Argentina.
Ha condotto lavoro di campo nel Libano, in Ecuador, Argentina, e Italia. I suoi attuali campi di ricerca sono la cartografia critica e le sue applicazioni, gli studi sulla cultura festiva, gli studi sulla diaspora e sulle migrazioni e le geografie regionali delle Alpi. Il suo recente libro, che ha curato insieme a Daniela Salvucci, “Cultures in Mountain Areas. Comparative Studies/Culture in aree di montagna. Prospettive comparative“ è stato pubblicato nel 2022.
Daniela Salvucci e Tobias Boos presentano la mappa comunitaria interattiva di Serra Fontana
Alessio Zemoz è un professionista multidisciplinare e crossmediale che si esprime al meglio nell’ambito della creatività, dell'ideazione e dello sviluppo di progetti culturali. Non ha mai rinunciato alla pratica artistica e come fotografo ha ricevuto riconoscimenti di rilievo nazionale e internazionale. Ha fondato e sviluppato progettoSkia e framedivision, gruppi di lavoro attivi nell'ambito dell'editoria fotografica indipendente, del cinema documentario e delle arti performative che esplorano i linguaggi della contemporaneità.
Daniela Salvucci è ricercatrice della Libera Università di Bolzano (unibz) dove si occupa di culture dei popoli di montagna. In questa università, Daniela ha lavorato per la Piattaforma Patrimonio culturale Produzione culturale e per il progetto MFEA-The Malinowski Forum for Ethnography and Anthropology. Daniela ha svolto il Dottorato di ricerca in Antropologia, Etnologia e Studi culturali presso l’Università di Siena, ha condotto ricerche etnografiche in Argentina, Ecuador e Italia e ha visitato istituti come il CEMLA-Centro Estudios Migratorios Latinoamericano di Buenos Aires, lo IAI-Ibero Amerikanisches Institut di Berlino e il dipartimento di antropologia dell’Università di Yale. I suoi campi tematici sono gli studi di famiglia e parentela, i rituali e territori indigeni in area andina, la storia dell’antropologia e le pratiche di patrimonializzazione.
La mappatura indaga Jovençan attraverso l'antropologia relazionale. Usando fotoracconti e interviste, la ricerca ricostruisce le reti di parentela della comunità alpina e mostra come le genealogie e la memoria familiare diano forma al territorio.
Alexine Dayné è teorica del cinema, attrice-doppiatrice e operatrice culturale. Si è laureata in Scienze dello Spettacolo e della produzione multimediale all’Università degli Studi di Torino con una tesi sul cinema e la psicanalisi e attestati di critica cinematografica. Ha frequentati diversi percorsi teatrali a Torino e ad Aosta tra cui i Marcido Marcidorjs. È diplomata alla scuola triennale di teatro e doppiaggio ODS di Torino. È attrice e performer di spettacoli e reading e dirige laboratori teatrali. È presidente dell’Associazione culturale framedivision, manager di progettoSKIA, fondatrice di Qu.bì, attiva nell’ambito del cinema, dei linguaggi dell’immagine contemporanea e delle arti performative nel territorio della Valle d’Aosta.
Paola Zaramella è nata ad Aosta nel 1984. Lavora in teatro come regista, drammaturga, attrice e formatrice. Ha partecipato ad un percorso sperimentale di alta formazione teatrale dove ha approfondito gli studi in regia, recitazione, drammaturgia, storia del teatro e organizzazione teatrale. Ha frequentato seminari intensivi di tecnica e uso del corpo e della voce al Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale presso Piccolo Teatro di Pontedera (PI). Negli anni ha preso parte a più masterclass di livello nazionale e internazionale. Tra il 2007 e il 2017 ha collaborato come attrice con più compagnie teatrali italiane accumulando importanti esperienze professionali. Conduce laboratori teatrali come occasione d'incontro tra persone che vogliono praticare la scena. Nel 2018 ha firmato la sua prima regia teatrale. Ha scritto e diretto gli spettacoli: Psiche (2018), Calipso (2019), Elettra (2019) e Ophelia (2020). Nel 2020 ha partecipato ad un corso di specializzazione per formatori in ambito teatrale per il progetto Teseo Teatro, Scuola e Occupazione, organizzato dal Teatro Stabile del Veneto in partner con l'Accademia Teatrale Veneta.
Alessio Zemoz è un professionista multidisciplinare e crossmediale che si esprime al meglio nell’ambito della creatività, dell'ideazione e dello sviluppo di progetti culturali. Non ha mai rinunciato alla pratica artistica e come fotografo ha ricevuto riconoscimenti di rilievo nazionale e internazionale. Ha fondato e sviluppato progettoSkia e framedivision, gruppi di lavoro attivi nell'ambito dell'editoria fotografica indipendente, del cinema documentario e delle arti performative che esplorano i linguaggi della contemporaneità.
La mappatura basata sulla ricerca di A. Dayné e P. Zaramella, indaga la memoria rurale del borgo, culminando nella performance pubblica della serata finale. La narrazione dialoga con la ricerca fotografica di Alessio Zemoz, che documenta i gesti e i segni della comunità.
Vive nelle Marche, a Filottrano, ed è una designer grafica e eco-sociale. Si occupa di ricerca territoriale e rappresentazione visiva, con una particolare attenzione ai contesti rurali e alle aree interne. Dopo un periodo di ricerca sulle policy territoriali come il Bando Borghi, collabora con la cooperativa Inabita - Laboratorio Territoriale e con il progetto Studi Sul Qui.
Quanti significati può portare con sé il luogo in cui si cresce? Il mio stare ad Arvier è stato guidato da questa domanda. Responsabilità di esserci, ritornare come atto politico, fare insieme, ma anche partenze e necessarie prese d’aria. Ecco alcune delle traiettorie delle e dei giovani Arvielains.