Analisi delle forme di attaccamento e resilienza a Serrara Fontana
Il mio viaggio a Serrara Fontana per la Stagione 5 di Studi sul Qui è iniziato tra le righe di una poesia: i versi di un vecchio emigrato ischitano che, dalla lontana Venezia, esprimeva tutta la sua nostalgia per l’austera vetta dell’Epomeo. Quella lirica mi ha spinto a interrogarmi sui legami invisibili che uniscono le persone ai propri territori e a chiedermi cosa significhi, in questo lembo montano d’isola, l’attaccamento ai luoghi. Per scoprirlo, ho scelto di adottare un approccio misto, integrando questionari psico-ambientali e interviste intime per mappare la resilienza e i vissuti della comunità.
I dati raccolti restituiscono un immaginario collettivo potentissimo. Nella prima cartografia visiva, la word cloud, emergono con forza parole come serenità, aria, pace and tranquillità. Questo quadro svela come il paese sia vissuto come una bolla di armonia e benessere naturale, lasciando le criticità dell’isolamento quasi sullo sfondo. Per scavare dentro questa rappresentazione, abbiamo elaborato un’analisi delle similitudini, visibile nella seconda immagine. Qui la tranquillità fa da perno a una rete che connette la natura e il ritmo lento della casa e della famiglia alla maestosità dell’Epomeo e al richiamo del mare.
L’analisi dei profili ci ha permesso di superare le risposte univoche. Abbiamo individuato quattro modi diversi di vivere il territorio: dai “Giovani distaccati” che vedono il paese come uno sfondo intercambiabile, ai “Custodi tradizionalisti” legati alla memoria contadina, fino agli “Scopritori indipendenti”. Ma il nucleo più fertile è emerso nei “Giovani radicati coinvolti”, capaci di unire l’eredità storica alla riscoperta attiva del territorio. Le interviste hanno confermato questa fluidità: se i più anziani rievocano con nostalgia la fine della civiltà contadina e il boom del turismo, le nuove generazioni stanno ricucendo le antiche rivalità tra frazioni. Mappare questo “qui” ci mostra che un attaccamento integrato, capace di far dialogare memoria e futuro, è la vera risorsa per la resilienza dell’isola.



Nota. La ricerca di campo è stata realizzata da Marco Boffi. L’analisi dei dati è stata realizzata con Nicola Rainisio e Carlotta Colonna.