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La mappatura riporta sulla carta i luoghi visitati durante la stagione dai mappatori e delle mappatrici di SSQ durante la Stagione 4
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La mappatura riporta sulla carta i luoghi visitati durante la stagione dai mappatori e delle mappatrici di SSQ durante la Stagione 4
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A series of photographic compositions that uniquely superimpose the past and the present, archival images and photographs taken by the artist during his residency. A playful yet profound reflection—both admiring and irreverent—on the identity of this artificial land, already steeped in history and in search of a new future.
Si tratta di un grande elaborato frazionato in 21 poster destinati alle bacheche presenti sul territorio di Arvier. L’immagine finale ha tre livelli: uno sfondo fatto di fotogrammi di video; la rappresentazione delle strade e dei fiumi principali che attraversano il territorio; i nomi delle frazioni scritti con il font “arvier”
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Sull’adret domina il calore della materia.La roccia che affiora brucia dall’interno, marmi dolomitici percorsi da filoni di ferro ossidato, che in […]
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Frutto di due periodi di ricerca sul campo – invernale ed estivo – tra i borghi di Arvier e Leverogne e le loro frazioni montane, l’indagine esplora la vita quotidiana nel comune attraverso interviste agli abitanti. Al centro dell’analisi vi sono le trasformazioni locali, l’agricoltura, la percezione di Arvier come luogo “di passaggio”, la relazione con Aosta e la gestione comunitaria dei beni delle consorterie. La restituzione ha preso forma in una mappa collettiva e cangiante, creata con la popolazione attraverso collage fotografici e interviste per innescare un dialogo aperto sulle rappresentazioni del territorio.
Daniela Salvucci e Tobias Boos presentano la mappa comunitaria interattiva di Serra Fontana
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La mappatura della Stagione 6, curata da Eleonora Mastropietro, esplora il paesaggio del comune di Arvier attraverso una ricerca fotografica focalizzata sulla coesistenza tra l’ambiente alpino e le grandi infrastrutture di trasporto ed energetiche.
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I poster non propongono alcuna risposta (le deep map non sono affermazioni, sono conversazioni). Restano a memoria della grandissima complessità di un tema di politiche territoriali che deve essere affrontato con urgenza.
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Una esplorazione a piedi di Serrara Fontana cercando di evitare le strade carrabili.
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Una giornata di osservazione documentaria presso il porto turistico di Sant’Angelo durante le ore di maggiore affluenza. Un racconto visivo delle dinamiche quotidiane che interessano la banchina: le manovre del traffico privato, lo spostamento dei turisti e il transito delle piccole imbarcazioni verso le spiagge. Il lavoro restituisce una descrizione lineare dei ritmi e dei comportamenti legati all’arrivo e alla partenza in questo specifico nodo costiero.
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“Mattonelle” esplora il controverso sviluppo urbanistico di Ischia. Partendo dalla raccolta casuale di frammenti di ceramica rinvenuti tra le spiagge e la cima del Monte Epomeo, l’autrice indaga il complesso tema dell’abitare sull’isola. Le mattonelle fotografate diventano il simbolo visibile di un territorio frammentato, sospeso tra la rigidità della tutela ambientale, l’abusivismo edilizio e la disperata necessità di una casa.
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In ideale continuità con la ricerca sulle mattonelle, questa mappatura fotografica della Stagione 5 prosegue l’indagine sul tema dell’abitare a Serrara Fontana. Attraverso una documentazione visiva che attraversa le diverse frazioni, l’obiettivo si concentra sulle case del territorio, colte nella loro dimensione fisica.
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Dal livello del mare fino ai 789 metri della cima del monte Epomeo, la struttura di Serrara Fontana si sviluppa lungo una verticalità che rifiuta ogni linearità. Attraverso lo strumento della fotografia, questa mappatura della Stagione 5 esplora un paesaggio dominato da continue prospettive dall’alto in basso e dal basso in alto. L’obiettivo cattura un territorio dove ogni luogo proietta lo sguardo in un altrove differente, utilizzando la frammentazione visiva come chiave per interpretare e comprendere la profonda duplicità di questo contesto isolano.
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Il tema principale sul quale il progetto porta l’attenzione attraverso le fotografie realizzate è quello del potenziale dell’immaginario. Quello di Arvier è un contesto stratificato in ogni direzione e per certi versi polarizzato che ha saputo esprimersi in molti ambiti manifestando una spinta allo sviluppo fondato sul superamento del mero dato di realtà imposto da cartografie, programmi e progetti di passaggio, appunto. Le immagini realizzate mirano a restituire l’esperienza della stratificazione per superare il dato di realtà fotografico e, a partire da esso, approdare a nuove forme di immaginari condivisi.
Quanti significati può portare con sé il luogo in cui si cresce? Il mio stare ad Arvier è stato guidato da questa domanda. Responsabilità di esserci, ritornare come atto politico, fare insieme, ma anche partenze e necessarie prese d’aria. Ecco alcune delle traiettorie delle e dei giovani Arvielains.
Ispirati a “Mon Clocher”, storico bollettino di Arvier, abbiamo creato l’edizione indipendente “Ton Clocher”. Stampata e distribuita identica all’originale, passa dal “mio” al “tuo” campanile: uno sguardo esterno per offrire alla comunità un nuovo specchio sul proprio presente.
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Nata dalla residenza ad Arvier, l’installazione realizzata nella Cappella di Saint-Joseph a Arvier, trasforma una chiesa sconsacrata in uno spazio di montaggio per l’archivio collettivo della ricerca. Fotografie, testi e mappe raccolti sul territorio sono stati stampati su carta da plotter e intagliati sul posto. L’opera rifiuta una sintesi conclusiva, configurandosi come un ambiente processuale in cui archivio e paesaggio si contaminano.
La mappatura sperimenta il deep mapping come metodo partecipativo per superare la cartografia tradizionale. I materiali nella pagina analizzano lo spazio alpino come processo relazionale, fondendo geografia e vissuti della comunità locale.
Qui sono iniziati gli Studi sul Qui
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La scansione di una delle pellicole color positive usate dall’autore durante la residenza ad Oppido Lucano per la realizzazione del progetto “Settantadue fotografie d’amore in piena luce”
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Every photograph is a record: a testament to its fidelity to reality, a fragment that captures the present. But it is also a record, an emotional imprint, an act of remembrance—bringing to heart what is no longer here. This project explores photography as an affective and archaic practice, capable of evoking a place that has never been inhabited yet feels intimately familiar. The images, amateur in the purest sense of the word, follow subtle traces, like those left by shepherds, in search of an inner time and space.
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In this exploration of the relationship between the act of photography and memory, between the recording of reality and an act of love, the “Seventy-Two Photographs of Love in Full Light” become fragments, details within details, memories of memories—a continuous fractal descent toward the center of the heart.
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In this series of photographic diptychs, the artist explores the potential of landscape photography when one moves away from documentary aims and embraces narrative ones.
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Taken from the exhibition, these images feature comments from interviewees on the phenomenon of tourism in Porto Tolle
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La mappatura indaga l’edificio del Consorzio Agrario di Oppido Lucano, un manufatto che svela le dinamiche socio-economiche del dopoguerra in Basilicata. La sua centralità simbolica, pur nella periferia, è emersa dai processi costruttivi e dalle logiche territoriali e politiche che ne hanno caratterizzato la realizzazione.
La mappatura presenta una ricerca che ha utilizzato il camminare come metodo per creare una “deep map” collaborativa. Questa ricerca ha documentato esplorazioni e condotto interviste “walk along” con residenti e il team. L’obiettivo era analizzare le percezioni e la relazione uomo-luogo per una comprensione approfondita del territorio.
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A photographic and cartographic exploration of Oppido Lucano as a place in relation to “other places,” seemingly distant from “here.”
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Photographic notes taken during the preliminary site visit to Oppido Lucano in the months leading up to the residency.
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I “cataloghi” sono collezioni di osservazioni fatte lungo la Linea: riassumono i dettagli e le omogeneità che si ripetono lungo tutto il percorso lineare mappato nella Stagione.
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Barche Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]
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Fari Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]
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Muri Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]
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Sassi Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]
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Legno Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]
Photographic notes taken during the preliminary site visit to Oppido Lucano in the months leading up to the residency.
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Progetto fotografico realizzato lungo la linea di costa che si estende dalla foce del fiume Reno in Emilia Romagna a quella dal fiume Isonzo in Friuli. Il progetto è suddiviso in sette sezioni, che ripercorrono il territorio da sud a nord est. Le suddivisioni per sezione sono scelte sulla base di una zonizzazione che risponde alla visione del territorio dell’autrice. Le immagini indagano la relazione costruito, spazio e turismo. Questa è il primo album e rappresenta il litorale dei Lidi Ferraresi.
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Il secondo album rappresenta l’ambito di costa del Delta del Po’, nelle provincie di Ferrara e Rovigo.
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The third album depicts the territory of the municipality of Rosolina.
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The fourth album was shot on various occasions on the long island of Pellestrina.
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Dopo Pellestrina c’è Lido, che abbiamo cercato di frequentare fuori stagione e questo è il suo album, il quinto della serie.
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The sixth album explores Jesolo, a tourist destination that continues to grow.
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For my seventh album, I found myself in a middle ground I had never explored before—the area between Caorle and Bibione, stretching all the way to the southern tip of the Veneto region.
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L’ottavo album è tutto per Lignano, che trovi passato il Tagliamento, quando arrivi nelle terre del Friuli.
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Il nono e ultimo album è per le terre d’acqua, fino a quando di lontano vedi di la dell’Isonzo. E li ci siamo fermati…
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A photo album of a week-long trip to the Delta. Between the river, sightseeing, and the fields.
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A series of photographic triptychs that explore the concept of the line through the landscapes that serve as the artist’s living spaces: places that no one would stop to look at. These compositions are landscapes that seek to dissolve into thin air, and with them their images, in an attempt to erase the distinction between in focus and out of focus, between object and subject, between self and world. The landscapes are traversed by a subtle line of focus, and as we stand before them, we stubbornly wait for them to take action and become new forms, new desires.
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The landscape of Porto Tolle in 33 images that depict what is seen but which, perhaps, does not exist. After all, “Geographical accuracy is nothing but an illusion,” says Cibotto in “Scano Boa.” This observation applies only to the area within the long embankment: from any point in this place, the great River Po is not visible. You cannot see the sea. You cannot see anything.
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A digital reinterpretation of the exhibition presented by the artist during the public presentation at the end of the residency. An installation that invites viewers to delve into the collective memory of Porto Tolle while simultaneously blending the past and the present—an idea that would later be fully developed through the *Finzioni* series.
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La mappatura sperimenta una cartografia disegnata a mano dal punto di vista dell’acqua. I disegni e gli schemi esposti registrano i segni discreti dell’uomo sul fiume, invitando a una conversazione aperta sulle fragilità del Delta.
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Photographs of some of the pages from the notebook that Ufocinque never parted with during the residency. The pages contain the visual notes through which the artist created the mural *Studi sul Qui* on Via Giordano at Ca’ Tiepolo, as well as the visual account of the residency published in the book for the fourth season.
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A visual interpretation created through a mural depicting the visual elements observed and heard during the residency in Porto Tolle—through conversations with residents, excursions on foot, by car, and by boat, and exchanges of experiences with the other residency participants. The mural is thus composed of fragments, symbols, and impromptu elements intended to highlight the symbols of the territory from a landscape, environmental, historical, and social perspective.