Prima della residenza di luglio, un piccolo gruppo di noi ha trascorso alcuni giorni a Oppido Lucano per un sopralluogo approfondito. In quella fase abbiamo lavorato su diversi fronti, dialogando con le persone, esplorando fisicamente il territorio. Obiettivo era preparare la residenza da un punto di vista organizzativo, ma anche raccogliere informazioni utili per il gruppo e per noi stessi. Durante quelle giornate ho costruito una raccolta di materiali e appunti fotografici, realizzati in maniera non sistematica. Per scattare ho utilizzando tre differenti strumenti di ripresa: una fotocamera a pellicola, una reflex digitale e il telefono cellulare. Non sempre avevo tutti e tre con me. A seconda degli spostamenti e del peso sceglievo cosa portare. Oltre alle questioni logistiche, la selezione dello strumento era influenzata delle condizioni di ripresa, della velocità e anche del mio umore in reazione a ciò che stavo vedendo. Ne è emersa una collezione eterogenea di situazioni, luoghi e dettagli, tra i quali successivamente ho iniziato a individuare relazioni. Gli scatti sono stati mostrati nella serata conclusiva della residenza e sono in parte raccolti nella sezione fotografica del libro dedicato alla Stagione 2.
Le immagini scattate sono state fondamentali per avere suggestioni dalle quali partire nella settimana di residenza, in cui ho lavorato sull’identità di sinistra della comunità locale. Il passato e il presente si sono confusi nelle mie immagini e da li sono partita per indagare il presente.
Il titolo di questa mappatura riferisce del tema “Oppido la Rossa” della quale ho poi parlato nel libro e a cui rimando per scoprire di cosa si tratta.
Di seguito è presentata la seconda parte degli scatti realizzati durante il sopralluogo.
















