Nel 1978 i miei genitori comperarono una casa ai lidi ferraresi. Avevo un anno. Ho trascorso lì tutte le estati fino all’età adulta. A volte ci torno, non d’estate… meglio fuori stagione.
Ho sviluppato uno strano attaccamento per questo luogo intermittente, che si accende ormai per poche settimane all’anno.
Quando ero piccola le estate erano infinite, ma non solo perchè io ero bambina. Il turismo, come lo conosciamo oggi, ancora non esisteva, se non per pochi rari fortunati che potevano permettersi di viaggiare. Per tutti gli altri c’era il soggiorno lungo della villeggiatura in posti economici, come lo erano le villette senza grande qualità sparse nel territorio del Comune di Comacchio. Attorno a me c’erano altri abitanti dei quartieri popolari delle grandi città del nord. Eravamo fortunati a poter passare lì molta parte della stagione estiva. Questo era possibile soprattutto per chi di noi aveva una mamma casalinga. Nei fine settimana e ad agosto poi arrivavano anche gli uomini.
Quel tempo non esiste più, ma restano i suoi segni su un territorio assai più esteso di quello che ho frequentato da piccola.
Il turismo oggi è un fenomeno ben più complesso, ma qui sul territorio de La Linea, si innesta su questo passato recente, che in parte sopravvive, ma in gran parte ormai è archeologia.
La mia esplorazione de La Linea parte quindi quindi da sud e risale verso nord-est attraverso nove album in cui ho suddiviso il territorio.







