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L’acqua che scorre
di Natalie Norma Fella, Artista sonora

Rogner in francese Brontolare

Brontolare v. intr. e tr. [voce onomatopeica; cfr. il gr. βροντάω «tuonare»] (io bróntolo, ecc.). – 1. intr. (aus. avere) Esprimere il proprio malcontento a voce bassa e sorda, o anche con parole distinte ma ripetute in modo fastidioso e insistente: non è mai soddisfatto di nulla e ha sempre da b. per qualche motivo


L’acqua di una cascata non è mai la stesso
A meno che non ne immaginiamo il ciclo
Dal ghiaccio al fiume al mare al vapore acqueo alle nubi alla pioggia alla neve al ghiaccio e così via
Se immaginiamo l’acqua scorrere in questo ciclo allora dovrò smentirmi e dire che l’acqua di una cascata è sempre la stessa
Le storie i posti le persone sono come il ciclo dell’acqua
Mai uguali e sempre gli stessi
In un ciclo perpetuo che non si arresta
A meno che
Non comincino le perdite 
A meno che non ci siamo degli sprechi
A meno che il flusso non si blocchi
A meno che non venga issata una diga
L’acqua che rumoreggia, che brontola, l’eau qui rogne, è forse l’origine del nome Leverogne un paese avvolto tra due strade principali, puntellato da abbeveratoi, circondato e attraversato da cascate e  ruscelli
Camminando per Leverogne, si attraversa un paesaggio sonoro in continuo movimento
e anche le voci raccolte sono parte di un flusso che non ha l’aria di essersi arrestato
L’acqua che rumoreggia, che brontola, è un’acqua che racconta, forse a volte si lamenta, ma che resta viva