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Immagini

Siamo Stati Qui

By admin

La mappatura riporta sulla carta i luoghi visitati durante la stagione dai mappatori e delle mappatrici di SSQ durante la Stagione 4

Finzioni

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Una serie di composizioni fotografiche che sovrappongono in maniera inedita il passato e il presente, le immagini di archivio e gli scatti realizzati dall’autore durante la residenza. Una riflessione divertita e profonda, ammirata ed irriverente, sull’identità di questa terra artificiale, già piena di passato e in cerca di un futuro nuovo.

Frazioni

By Greta Papaveri

Si tratta di un grande elaborato frazionato in 21 poster destinati alle bacheche presenti sul territorio di Arvier. L’immagine finale ha tre livelli: uno sfondo fatto di fotogrammi di video; la rappresentazione delle strade e dei fiumi principali che attraversano il territorio; i nomi delle frazioni scritti con il font “arvier”

Adret-Envers

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Sull’adret domina il calore della materia.La roccia che affiora brucia dall’interno, marmi dolomitici percorsi da filoni di ferro ossidato, che in […]

Mappa collettiva del Comune di Arvier

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Frutto di due periodi di ricerca sul campo – invernale ed estivo – tra i borghi di Arvier e Leverogne e le loro frazioni montane, l’indagine esplora la vita quotidiana nel comune attraverso interviste agli abitanti. Al centro dell’analisi vi sono le trasformazioni locali, l’agricoltura, la percezione di Arvier come luogo “di passaggio”, la relazione con Aosta e la gestione comunitaria dei beni delle consorterie. La restituzione ha preso forma in una mappa collettiva e cangiante, creata con la popolazione attraverso collage fotografici e interviste per innescare un dialogo aperto sulle rappresentazioni del territorio.

Tralicci

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La mappatura della Stagione 6, curata da Eleonora Mastropietro, esplora il paesaggio del comune di Arvier attraverso una ricerca fotografica focalizzata sulla coesistenza tra l’ambiente alpino e le grandi infrastrutture di trasporto ed energetiche.

Poster

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I poster non propongono alcuna risposta (le deep map non sono affermazioni, sono conversazioni). Restano a memoria della grandissima complessità di un tema di politiche territoriali che deve essere affrontato con urgenza.

Mappature lente

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Una esplorazione a piedi di Serrara Fontana cercando di evitare le strade carrabili.

Porto

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Una giornata di osservazione documentaria presso il porto turistico di Sant’Angelo durante le ore di maggiore affluenza. Un racconto visivo delle dinamiche quotidiane che interessano la banchina: le manovre del traffico privato, lo spostamento dei turisti e il transito delle piccole imbarcazioni verso le spiagge. Il lavoro restituisce una descrizione lineare dei ritmi e dei comportamenti legati all’arrivo e alla partenza in questo specifico nodo costiero.

Mattonelle

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“Mattonelle” esplora il controverso sviluppo urbanistico di Ischia. Partendo dalla raccolta casuale di frammenti di ceramica rinvenuti tra le spiagge e la cima del Monte Epomeo, l’autrice indaga il complesso tema dell’abitare sull’isola. Le mattonelle fotografate diventano il simbolo visibile di un territorio frammentato, sospeso tra la rigidità della tutela ambientale, l’abusivismo edilizio e la disperata necessità di una casa.

Case

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In ideale continuità con la ricerca sulle mattonelle, questa mappatura fotografica della Stagione 5 prosegue l’indagine sul tema dell’abitare a Serrara Fontana. Attraverso una documentazione visiva che attraversa le diverse frazioni, l’obiettivo si concentra sulle case del territorio, colte nella loro dimensione fisica.

Sottosopra

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Dal livello del mare fino ai 789 metri della cima del monte Epomeo, la struttura di Serrara Fontana si sviluppa lungo una verticalità che rifiuta ogni linearità. Attraverso lo strumento della fotografia, questa mappatura della Stagione 5 esplora un paesaggio dominato da continue prospettive dall’alto in basso e dal basso in alto. L’obiettivo cattura un territorio dove ogni luogo proietta lo sguardo in un altrove differente, utilizzando la frammentazione visiva come chiave per interpretare e comprendere la profonda duplicità di questo contesto isolano.

La storia vera di Nuríalma e Ombresasso

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Il tema principale sul quale il progetto porta l’attenzione attraverso le fotografie realizzate è quello del potenziale dell’immaginario. Quello di Arvier è un contesto stratificato in ogni direzione e per certi versi polarizzato che ha saputo esprimersi in molti ambiti manifestando una spinta allo sviluppo fondato sul superamento del mero dato di realtà imposto da cartografie, programmi e progetti di passaggio, appunto. Le immagini realizzate mirano a restituire l’esperienza della stratificazione per superare il dato di realtà fotografico e, a partire da esso, approdare a nuove forme di immaginari condivisi.

Traiettorie

By Greta Papaveri

Quanti significati può portare con sé il luogo in cui si cresce? Il mio stare ad Arvier è stato guidato da questa domanda. Responsabilità di esserci, ritornare come atto politico, fare insieme, ma anche partenze e necessarie prese d’aria. Ecco alcune delle traiettorie delle e dei giovani Arvielains.

Mon Clocher, Ton Clocher

By Greta Papaveri

Ispirati a “Mon Clocher”, storico bollettino di Arvier, abbiamo creato l’edizione indipendente “Ton Clocher”. Stampata e distribuita identica all’originale, passa dal “mio” al “tuo” campanile: uno sguardo esterno per offrire alla comunità un nuovo specchio sul proprio presente.

Archivio Attraversabile

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Nata dalla residenza ad Arvier, l’installazione realizzata nella Cappella di Saint-Joseph a Arvier, trasforma una chiesa sconsacrata in uno spazio di montaggio per l’archivio collettivo della ricerca. Fotografie, testi e mappe raccolti sul territorio sono stati stampati su carta da plotter e intagliati sul posto. L’opera rifiuta una sintesi conclusiva, configurandosi come un ambiente processuale in cui archivio e paesaggio si contaminano.

Re-cord #1

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La scansione di una delle pellicole color positive usate dall’autore durante la residenza ad Oppido Lucano per la realizzazione del progetto “Settantadue fotografie d’amore in piena luce”

Re-cord #2

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Ogni fotografia è un récord: un primato di adesione al reale, un frammento che trattiene il presente. Ma è anche un record, una registrazione emotiva, un atto del ri-cordare—richiamare al cuore ciò che non è più qui. Questo progetto esplora la fotografia come pratica affettiva e arcaica, capace di restituire un luogo mai abitato ma intimamente familiare. Le immagini, amatoriali nel senso più puro del termine, seguono tracce sottili, come lasciate da pastori, in cerca di un tempo e uno spazio interiori.

Re-cord #3

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In questa riflessione fra atto del fotografare e memoria, fra registrazione del reale e atto d’amore, le “Settantadue fotografie d’amore in piena luce” si fanno frammenti, dettagli di dettagli, ricordo del ricordo, continua discesa frattale verso il centro del cuore.

Una scelta di campo

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In questa selezione di dittici fotografici l’autore esplora le potenzialità della fotografia di paesaggio quando si abbandonano gli intenti documentali e si abbracciano quelli narrativi.

Il turismo e Porto Tolle

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Tratte dall’allestimento di restituzione, le immagini riportano dei commenti degli intervistati sul fenomeno del turismo a Porto Tolle

Il consorzio agrario

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La mappatura indaga l’edificio del Consorzio Agrario di Oppido Lucano, un manufatto che svela le dinamiche socio-economiche del dopoguerra in Basilicata. La sua centralità simbolica, pur nella periferia, è emersa dai processi costruttivi e dalle logiche territoriali e politiche che ne hanno caratterizzato la realizzazione.

Passeggiate

By Eleonora Mastropietro

La mappatura presenta una ricerca che ha utilizzato il camminare come metodo per creare una “deep map” collaborativa. Questa ricerca ha documentato esplorazioni e condotto interviste “walk along” con residenti e il team. L’obiettivo era analizzare le percezioni e la relazione uomo-luogo per una comprensione approfondita del territorio.

Dov’è Oppido Lucano?

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Una esplorazione fotografica e cartografica di Oppido Lucano come luogo in relazione con “altri luoghi”, apparentemente distanti da “qui”.

Catalogo #1

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I “cataloghi” sono collezioni di osservazioni fatte lungo la Linea: riassumono i dettagli e le omogeneità che si ripetono lungo tutto il percorso lineare mappato nella Stagione.

Catalogo #2

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Barche Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]

Catalogo #3

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Fari Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]

Catalogo #4

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Muri Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]

Catalogo #5

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Sassi Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]

Catalogo #6

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Legno Vivo in questi luoghi e mi sposto da uno all’altro muovendomi spesso lungo questa linea costiera. (…) Via terra […]

Album 1 – I Lidi

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Progetto fotografico realizzato lungo la linea di costa che si estende dalla foce del fiume Reno in Emilia Romagna a quella dal fiume Isonzo in Friuli. Il progetto è suddiviso in sette sezioni, che ripercorrono il territorio da sud a nord est. Le suddivisioni per sezione sono scelte sulla base di una zonizzazione che risponde alla visione del territorio dell’autrice. Le immagini indagano la relazione costruito, spazio e turismo. Questa è il primo album e rappresenta il litorale dei Lidi Ferraresi.

Album 5 – Il Lido

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Dopo Pellestrina c’è Lido, che abbiamo cercato di frequentare fuori stagione e questo è il suo album, il quinto della serie.

Album 8 – Lignano

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L’ottavo album è tutto per Lignano, che trovi passato il Tagliamento, quando arrivi nelle terre del Friuli.

Album 9 – Grado e laguna

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Il nono e ultimo album è per le terre d’acqua, fino a quando di lontano vedi di la dell’Isonzo. E li ci siamo fermati…

Una gita sul Delta

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Un album fotografico di una quasi gita sul Delta, durata una settimana. Tra fiume, turismo e campi.

I paesaggi non sono più un’immagine.

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Una serie di trittici fotografici che raccontano la linea attraverso i paesaggi che sono i luoghi dell’abitare dell’autore: luoghi che nessuno si fermerebbe a guardare. Queste composizioni sono paesaggi che vogliono dissolversi nell’aria e con essi le loro immagini, nel tentativo di abolire la separazione tra fuoco e fuori fuoco, tra oggetto e soggetto, tra io e mondo. I paesaggi sono attraversati da una sottile linea di fuoco e di fronte ad essi restiamo ostinatamente in attesa che essi agiscano e diventino nuove forme, nuovi desideri.

Paesaggi

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Il paesaggio di Porto Tolle in 33 immagini che raccontano ciò che si vede ma che, forse, non esiste. D’altra parte, “L’esattezza geografica non è che una illusione” dice Cibotto in “Scano Boa”. Questa osservazione prende in considerazione solamente l’ambiente all’interno del lungo argine: in un punto qualunque di questo luogo non si percepisce il grande fiume Po. Non si vede il mare. Non si vede niente.

Caroselli

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La riproposizione in versione digitale dell’esposizione proposta dall’autore durante la restituzione pubblica al termine della residenza. Un dispositivo che invita a scavare nella memoria collettiva di Porto Tolle e contemporaneamente mescola il passato e il presente, in un’intuizione che verrà poi compiutamente sviluppata attraverso la serie Finzioni.

Una cartografia a mano

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La mappatura sperimenta una cartografia disegnata a mano dal punto di vista dell’acqua. I disegni e gli schemi esposti registrano i segni discreti dell’uomo sul fiume, invitando a una conversazione aperta sulle fragilità del Delta.

Il taccuino della residenza

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Le fotografie di alcune delle pagine del taccuino da cui Ufocinque non si è mai separato durante la residenza. Le pagine contengono gli appunti visivi attraverso i quali l’artista ha dato vita al murale di Studi sul Qui in via Giordano a Ca’ Tiepolo, ma anche il racconto grafico della residenza pubblicato nel libro della quarta stagione.

Mappa di Porto Tolle

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Restituzione grafica attraverso la realizzazione di un murales dei contenuti visivi osservati ed ascoltati e durante la residenza a Porto Tolle, attraverso dialoghi con gli abitanti, escursioni a piedi in auto e in barca e con scambio di esperienze con gli altri partecipanti della residenza, lil murale si compone quindi di frammenti, Simboli ed extempore che vogliono mettere in luce i simboli del territorio dal punto di vista paesaggistico, ambientale, storico e sociale.