Qui, nella fotografia, i segreti vanno creduti…(a vedere, ti torna in mente)
Morale della favola: qui, dentro la fotografia, i segreti vanno creduti. Questo è ciò che mi è parso di vedere. Fino ad arrivare verso, o forse a partire da, una sola fotografia. Una sola fotografia che,dal mio punto di vista, custodisce il senso di questo progetto di ricerca. Una storia che ha dell’incredibile: quasi impossibile da credere ma di una coerenza interna ai limiti dell’inspiegabile. Incredibile, inspiegabile, difficile da vedere: evidentemente, in risonanza con una delle suggestioniproposte in premessa alla ricerca sul campo, anche io non avevo capito niente del cosiddetto qui. Per paradosso: non riesco a vedere, o mettere a fuoco, e dunque riesco a com-prendere, o viceversa (curiosa l’analogia con il francese “prendre une photo”)? La fotografia, pertanto, diventa memoria e la memoria dissolve il racconto. Che cos’è questo posto qui? È il posto che un tempo avrei potuto chiamare casa. Qui di seguito il resoconto di ciò che resta nella memoria di un luogo che per scherzo o per destino non sono qui a chiamare casa. È solo una storia, una specie di segreto di famiglia che poi tanto segreto non è. Ma veri o no, i segreti vanno creduti. Questo è ciò che disse mia nonna a proposito di Jovencan. Dopodiché del qui di cui stavamo parlando, non ho più capito nulla.
I segreti vanno creduti
di Alessio Zemoz, Fotografo