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Una scelta di campo
di Alessio Zemoz, Fotografo

La fotografia qui come portatrice di segno del reale ma capace di mettere in discussione il senso del vero, del giudizio e del pregiudizio attraverso un esplicito invito allo spettatore a fare esercizio di articolazione dello sguardo: non tanto vedere aspetti nuovi della realtà ma realizzare nuove forme di visione del reale. Guardare in maniera differente. Non guardare alle fotografie con la necessità di vedere immagini ma abbandonarsi all’immaginario che nasce dalle cose e dei luoghi della quotidianità. Nelle immagini prodotte, la combinazione a polittico amplifica le potenzialità della visione ma la tecnica utilizzata vanifica la presunzione di fedeltà del linguaggio del fotografico, sua peculiarità fondamentale, con la precisa e ostinata intenzione di mettere fuori fuoco, un po’ come quando si osserva un luogo sconosciuto che poi, in questo caso, sconosciuto proprio non è.