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La comunità del Delta tra resilienza e resistenza
di Marco Boffi, Psicologo sociale

Durante la mia settimana di lavoro sul campo a Porto Tolle, nel settembre 2024, ho lavorato ad una mappatura incentrata sulla relazione della comunità locale, costiera e rurale, profondamente legata a un territorio tanto ricco quanto intrinsecamente fragile. Insieme a Nicola Rainisio e Carlotta Colonna, che hanno condiviso con me l’analisi dei dati e della rielaborazione teorica, abbiamo voluto applicare una lettura psicosociale a questo “qui” sospeso tra acqua e terra.

Ho lavorato sule frazioni, da Ca’ Tiepolo fino a Scardovari e la Donzella, combinando gli strumenti quantitativi di un questionario (che ha raccolto ben 235 compilazioni da abitanti tra i 16 e gli 81 anni) con alcune interviste in profondità a testimoni privilegiati della vita comunitaria. Ciò che è emerso, e che abbiamo sintetizzato attraverso modelli e mappe mentali visualizzate durante la serata finale di progetto, è la mappa di una profonda ambivalenza.
Durante la serata abbiamo mostrato i primi risultati organizzati sulla base di un dato anagrafico, dividendo il campione in tre fasce di età. Sono state create delle wordcloud che riportano le parole chiave proposte dalla popolazione, che sono state anche tradotte in sonorizzazioni realizzate con intelligenza artificiale.

Popolazione Under 25

Popolazione 25-40

Popolazione Over 40

Esiste un legame indissolubile con la natura e i ritmi lenti del Delta, ma sotto le parole d’ordine positive come “tranquillità”, “libertà” e “pace” della word cloud dei cittadini più resilienti, scorre una corrente sotterranea di “mancanza”, “desolazione” e “isolamento” espressa da chi sperimenta una maggiore vulnerabilità.

La ricerca ha mappato due forze contrapposte che definiscono il presente di Porto Tolle: la resilienza e la resistenza.

Modello di resilienza di Norris et al. (2008)

Se la resistenza tenta l’arroccamento e il mantenimento rigido degli schemi pre-esistenti, la vera resilienza si scontra oggi con la durissima crisi del comparto della pesca e delle vongole, che ha paralizzato l’economia locale evidenziando i rischi di una monocultura produttiva.
Nel DNA storico di questo luogo si legge un’abitudine all’immobilismo, ereditata dai grandi interventi esterni del passato — dallo zuccherificio alla monumentale e ormai dismessa centrale Enel — che ha spesso abituato la comunità ad attendere soluzioni dall’alto.
Eppure, la mappatura rileva una transizione: una timida ma consapevole apertura verso nuove forme di azione collettiva, un turismo sostenibile a basso impatto e la riscoperta di una competenza comunitaria in grado di negoziare un nuovo equilibrio con un ambiente costiero drammaticamente esposto ai mutamenti climatici.

Word cloud associazioni libere

Word cloud gruppo bassa resilienza

Word cloud gruppo alta resilienza

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Note: Norris, F. H., Stevens, S. P., Pfefferbaum, B., Wyche, K. F., & Pfefferbaum, R. L. (2008), “Community Resilience as a Metaphor, Theory, Set of Capacities, and Strategy for Disaster Readiness”, in American Journal of Community Psychology, 41(1), pp. 127–150.