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Autori: Tobias Boos, Daniele Ietri and Eleonora Mastropietro
Abstract: Deep mapping is a research method and working practice mainly developed by artists and scholars that promises to blur the boundaries between science and art as well as between experts and local populations. This article presents the methodological thoughts and results of a deep map project carried out in a rural municipality in the Alpine region of Valle d’Aosta, Italy. Following two years of preparation, in 2019 our research team, consisting of scientists and artists, took up residence in a house in the village for a week. Based on these deep mappers’ experiences and the results of the residence, it is argued that deep map practices can benefit from being combined with a research residence in the area under investigation, as well as by using a dialogic research design to develop a clear ethical and methodological stance. The research experiences further suggest that the creation of multimedia products for deep map projects can help to animate local populations and initiate continuous dialogues between residents and deep mappers. Finally, critical moments of the investigation design are highlighted, and theoretical gaps are addressed with a view to improving the design of future deep map projects.
Anno: 2022
Rivista: The Professional Geographer
Numero: Volume 74, Issue 3
Autori: Daniele Ietri e Eleonora Mastropietro
Abstract: In questo testo presentiamo brevemente l’esperienza professionale e di ricerca che ci ha portato ad inaugurare il progetto Studi sul Qui, un progetto di ricerca e narrazione dei luoghi interni realizzato con la combinazione di strumenti artistici (in particolare il documentario) e geografici. Il testo vuole ripercorrere quanto presentato in occasione del ciclo di seminari “Rigenerare al Sud I Rigenerare il Sud”.
Anno: 2022
In: Ina Macaione, Laura Pavia (a cura di), Rigenerare a sud Rigenerare il sud, FrancoAngeli, Milano.
Pagine: 170-175
Autori: Daniele Ietri, Dorothy Louise Zinn
Abstract: Questo articolo illustra il potenziale della mappatura profonda come approccio metodologico per rappresentare le cosiddette aree “marginali”, “periferiche” o “interne”. Poiché le “aree interne” sono spesso percepite come un problema di policy, molte di queste aree sono state descritte in modo omogeneo attraverso tipologie territoriali definite da prospettive esterne, soprattutto urbane. In questo saggio, infatti, gli autori non utilizzano aggettivi con connotazioni negative, ma parlano di aree “non metropolitane”. Il contributo degli addetti ai lavori dal basso (anche molto qualificati) è stato ridotto al minimo o ridotto a contenuti banali, come quelli legati a temi apparentemente appetibili per il mercato turistico o, più in generale, che guardano al passato alla ricerca di una presunta tradizione o identità perduta. Data l’astrattezza e la mancanza di rappresentazioni concrete per molte aree, il progetto “Studi sul Qui” ha utilizzato la mappatura profonda come metodo per avvicinarsi a un territorio. Si tratta di un progetto interdisciplinare e sperimentale di lavoro sul campo basato sulla collaborazione di ricercatori, professionisti e artisti in un breve periodo di residenza. Il progetto è stato realizzato per la prima volta in Valle d’Aosta nel 2019, successivamente in Basilicata nel 2022 e proseguirà in altri luoghi nel prossimo futuro. Attraverso l’esame del lavoro svolto, questo articolo si concentra sulle forme di rappresentazione che emergono dalla mappatura profonda e sul confronto con la ricerca etnografica, meglio conosciuta in antropologia. Gli autori considerano alcuni limiti di questa metodologia, ma allo stesso tempo confermano aspetti dell’approccio che sono stimolanti per le aree “interne” per creare rappresentazioni alternative e la mappatura profonda come opportunità per riflettere sul presente e sviluppare politiche territoriali per il futuro.
Anno: 2022
Rivista: Archivio di Etnografia
Numero: Anno XVII, Issue 1
Pagine: 43-64
Autori: Daniela Salvucci e Tobias Boos
Abstract: L’articolo esplora la residenza di ricerca realizzata a Jovençan, Valle d’Aosta. Gli autori collegano questa esperienza alla teoria delle “culture subalterne” di Alberto Mario Cirese, riflettendo su come le comunità locali rivendichino e valorizzino le proprie esperienze culturali. Il testo discute anche metodologie come il “deep mapping” e l'”etnografia sottile”, evidenziando la collaborazione tra ricercatori e abitanti per creare un patrimonio comunitario partecipativo, con un focus sulle aree periferiche e la riscoperta della memoria della marginalizzazione.
Anno: 2021
Rivista: Dialoghi mediterranei
Numero: 51
Pagine: 370-376
Autori: Daniele Ietri e Eleonora Mastropietro
Abstract: Il contributo vuole presentare alcuni elementi metodologici e alcuni primi risultati della ricerca territoriale condotta nell’ambito di due piccole comunità inserite nel contesto delle “aree interne” italiane: il comune di Ascoli Satriano, provincia di Foggia e il comune di Jovençan, provincia di Aosta. I ricercatori, dopo una riflessione di ordine teorico e una preliminare survey bibliografica, propongo come strumento di lavoro sul terreno l’utilizzo di una metodologia che si ispira al concetto di deep map, intesa come mappatura profonda dei territori, volta a studiare attraverso una pluralità di strumenti, zone e comunità difficilmente riconducibili a categorizzazioni generali. Il contributo si pone come una prima riflessione sul tema e un’esposizione preliminare di risultati di una ricerca ancora in corso d’opera.
Anno: 2019
In: Giancarlo Macchi Jánica e Alessandro Palumbo (a cura di), Territori spezzati. Spopolamento e abbandono nelle aree interne dell’Italia contemporanea, CISGE – Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, Roma.
Numero: 51
Pagine: 370-376